C'è una regola non scritta per chi scrive o usa personaggi creati da altri autori. La regola è che tu puoi fare tutti gli stravolgimenti che vuoi, ma alla fine del tuo intervento devi lasciare tutto come era prima. Tristemente questo non è il caso, perchè certi cambiamenti qui sono irreversibili. E' un peccato perchè il libro, a differenza de "
LA PERLA E LA TIGRE" della Damiata in questo caso è davvero avvincente e l'ho finito di leggere in appena 2 giorni. Ovvio che i personaggi non sono descritti come faceva
Salgari, ma almeno
Sandokan e Yanez sono riconoscibilissimi con le loro peculiarità e idiosincrasie. Meno lo sono i personaggi femminili, perchè
Surama e Marianna diventano nelle mani di Dimitri donne d'azione alla pari di
Ripley della saga di Alien. la narrazione è concitata e nello spazio temporale delle "
Tigri di Mompracem" qui arriviamo fino alla sconfitta dei
thugs e alla morte di
Suyodhana. Come dicevo il libro è accattivante e vien voglia di leggere un eventuale seguito (la porta è aperta nel finale e non dubito ci sarà) ma c'è almeno una variazione al canone salgariano che farà inorridire i puristi anche se forse strizza l'occhio ai seguaci settari simil thugs del politically correct (Così sapete come la penso). Ebbene a un certo punto
Tremal Naik c Kammamuri si baciano in bocca e si scopre che sono gay (Tremal ovvio non è mai stato innamorato di
Ada che anzi è la sposa di Suyodhana e poi viene mangiata da
Darma la tigre). Il riferimento all'omosessualità dei due non lascia tracce nella trama ed è liquidato in poche righe, mi chiedo allora perchè viene inserito, ma forse lo so e lo sapete anche voi. PS La fine è in linea col libro della Damiata. Sembra che i due si sian copiati l'un l'altro o forse la morte di
Marianna davvero non era a loro piaciuta (come del resto non piacque anche a me ai suoi tempi (SPOILER)