Non volevo fare una recensione del prodotto, proprio non volevo. Poi
però ne ho letta una di un
Salgariano convinto, che non ne parlava
affatto male e allora mi sono deciso. Reputo la prima puntata del
Sandokan televisivo una delle cose più brutte che abbia potuto
vedere in questi ultimi anni. E si badi bene, che non fo confronti
col vecchio
Sandokan di Bedi che io invece contro corrente non ho
mai stimato. Anzi al contrario posso dire che l’interpretazione di
Jaman non è del tutto negativa, ma è tutto il resto semplicemente
che non sta in piedi. La sceneggiatura è approssimativa, i volti
sono spesso imbambolati o ripresi in smorfie assurde, sono inseriti
personaggi mai neppur sognati da Salgari che, se si guarda bene,
fanno assai poco, Sandokan che soffoca con un cuscino un soldato
oltretutto ferito e la scena orrenda, lunghissima, quella del ballo,
che magari piacerà tanto alle suffragette del bel Jaman. Se ci fate
caso, nessuno balla. Sono finiti i tempi di
Scaramouche, o del
Gattopardo, in cui c’era una vera squadra da ballo e tutto era
attentamente coreografato Adesso si riprende un paio di personaggi e
si stacca subito l’angolo di ripresa per una visione d’insieme o
altri danzatori. E via dicendo. La musica è continua e chi vede il
programma ha l’illusione che ci sia davvero un ballo. In poco tempo
e senza tante
spese, checché ne vien detto, si può fare la scena
Lo stesso è per le sequenze d’azione che nella prima puntata sono
state inesistenti o quasi e mai cruente salvo una riservata al
cattivo della storia. Speravo almeno in un bell’arrangiamento del
tema musicale dei
fratelli De Angelis ma latita anche questo. Ci sono
degli shots delle
isole Reunion prese in distanza per dare
l’illusione di essere in zone esotiche, per poi di seguito
riprendere coste e vegetazione della
costa calabra diversissima da
come può essere il
Borneo. Lo stacco è disturbante Ce ne sarebbero
di cose da dire, come ad esempio in un tripudio del politically
correct, e dal far sì che anche il più umile dei consumatori utili
si identifichi nell’eroe, Sandokan da esser figlio di un rajah è
stato regredito a figlio di un capo tribù, allevato per giunta da
una prostituta e che fa il pirata per sbarcare il lunario senza alcun
nobile proposito. Sembra quasi che gli sceneggiatori, e lo vedrete
nel seguito, preferiscano
James Brooke, che nelle “
Tigri” era
assente, al personaggio principale. Imbarazzante è anche il ruolo di
Yanez, troppo vecchio o invecchiato per la parte che non ha nulla
dell’arguzia che dovrebbe avere, limitandosi ad alcune battute
completamente inutili. Mi fermo qui, per non infierire troppo magari
se ne riparlerà….
Fabrizio Frosali