lunedì 5 ottobre 2026

Dittico di Capiyan Tempesta : Cipro, Candia e i cortocircuiti storici nel dittico di Emilio Salgari

 


Quando Emilio Salgari dà alle stampe Capitano Tempesta (1905) e il suo seguito Il leone di Damasco, spalanca le porte di un Mediterraneo infuocato, dominato dallo scontro epico tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano. Al centro della narrazione c'è la tragica e gloriosa difesa di Famagosta e dell'isola di Cipro, eventi saldamente ancorati nell'immaginario collettivo alla data cruciale del 1571. Eppure, muovendosi con la maestria del grande affabulatore d'appendice, il "Capitano" della letteratura d'avventura italiana finisce inevitabilmente per inciampare nei meccanismi della cronologia storica, pressato da ritmi di scrittura vertiginosi e da una documentazione affidata ad atlanti e repertori d'epoca.

La peculiarità di questo dittico risiede proprio in un cortocircuito temporale e geografico che non sfugge all'occhio del lettore più attento. Salgari, nel costruire la tensione narrativa e nel voler evocare la vastità e la crudeltà delle guerre marittime tra la Serenissima e la Sublime Porta, introduce infatti riferimenti alla guerra di Creta (la lunghissima e sfinente Guerra di Candia). Il problema storico è lampante: mentre l'assedio di Cipro e la caduta di Famagosta si consumano nel 1571, il grande conflitto per il possesso di Creta si svolgerà quasi un secolo dopo, precisamente tra il 1645 e il 1669.

Nell'economia del feuilleton, l'utilizzo di Creta rispondeva a una precisa comodità narrativa: la "guerra di Candia" evocava immediatamente nella mente dei lettori l'immaginario di roccaforti assediate per anni, di eroismi disperati e di flotte soverchianti, offrendo a Salgari una cassa di risonanza ideale per le peripezie dei suoi eroi. Tuttavia, la macchina del romanzo ha bisogno di un approdo definitivo, e qui il romanziere corregge idealmente il tiro riportando la bussola della Storia sui giusti binari. A fare da perno e risoluzione al grande affresco è infatti la Battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), la grande vittoria della Lega Santa che sbaraglia la flotta ottomana e restituisce epicità e riscatto al finale del ciclo.

Queste sovrapposizioni dimostrano come per Salgari la Storia non fosse mai una gabbia accademica o un rigido trattato di cronologia, bensì un grandioso fondale teatrale. Le date sfumano, i secoli si accavallano e i confini tra le campagne di Cipro e quelle di Creta si confondono nell'alambicco della finzione letteraria, dove l'unico vero imperativo è tenere il lettore incollato alla pagina tra duelli all'arma bianca, travestimenti audaci e il soffio epico dell'avventura mediterranea.

venerdì 2 ottobre 2026

LA PERLA DI LABUAN di Gianluca Crescio



 

Nuovi orizzonti nel ciclo di Mompracem: La perla di Labuan di Gianluca Crescio
Cari amici di Salgariana, torna a farsi sentire il fascino immortale della Malaysia e delle Tigri di Mompracem con un'opera recente che merita senz'altro un posto d'onore nelle nostre librerie: La perla di Labuan firmata da Gianluca Crescio.
A pochi anni di distanza dal romanzo omonimo pubblicato da Fabio Negro, questo nuovo volume affronta lo stesso affascinante e delicato compito narrativo: riprendere le fila del ciclo salgariano là dove Le Tigri di Mompracem si erano concluse, sviluppando quel celebre soggetto che lo stesso Emilio Salgari aveva abbozzato e che, secondo la tradizione, doveva ruotare attorno alla tragica scomparsa di Marianna, la Perla di Labuan.
Un'avventura autonoma nel solco del Canone
Ciò che colpisce immediatamente sfogliando il libro è la totale autonomia inventiva di Crescio. Pur muovendosi nello stesso scenario e condividendo il punto di snodo fondamentale legato al destino di Marianna, l'autore non si limita a replicare o imitare i precedenti tentativi. La trama imbastisce percorsi narrativi e peripezie del tutto inedite, rispettando però lo spirito, il ritmo e l'epica del grande feuilleton d'avventura ottocentesco.
È proprio questo rispetto filologico che distingue le opere riuscite da quelle operazioni estemporanee che, purtroppo, negli ultimi tempi hanno talvolta stravolto il canone salgariano con forzature estranee al mondo di Sandokan e Yanez. Crescio dimostra invece una conoscenza e una sensibilità ammirevoli per la materia originale.
Il valore della parte grafica
Un plauso particolare va tributato anche alla cura editoriale del volume. Il testo è infatti impreziosito da numerose illustrazioni in bianco e nero di ottima fattura, realizzate con grande perizia che restituiscono l'atmosfera esotica, avventurosa e un po' rétro delle storiche edizioni illustrate che tutti noi amiamo collezionare. L'impatto visivo accompagna la lettura con rigore e suggestione.
Un giudizio decisamente positivo
In definitiva, La perla di Labuan di Gianluca Crescio si candida a pieno titolo tra i migliori e più solidi epigoni salgariani apparsi negli ultimi anni. Un libro fatto davvero molto bene, consigliato a tutti gli appassionati che non si stancano mai di salire a bordo dei praho e di veleggiare verso i mari della Malesia.

giovedì 24 settembre 2026

CICLO DEL FAR WEST - I romanzi collegati

 

In occasione dell'uscita del mio nuovo romanzo, ho pensato di fare un viaggio nel tempo e ripercorrere l'intero ciclo western firmato da Emilio Salgari, integrando i capitoli canonici, quelli apocrifi e, naturalmente, il nuovo tassello che ho creato io stesso per completare questa epopea.


Ecco come si compone la saga:

  • Sulle frontiere del Far West (Salgari): Il punto di partenza del ciclo. Un gruppo di coraggiosi avventurieri americani accompagna la piccola Minnehaha – tenuta prigioniera – per salvare il figlio di un colonnello. La vicenda si chiude drammaticamente con l'uccisione della madre della bambina, la spietata Yalla, nota come "la scotennatrice".

     

      

     

  • La scotennatrice (Salgari): Il secondo capitolo vede protagonista una Minnehaha ormai adulta. La trama si snoda attorno a un feroce scontro tra i coloni bianchi e l'indiana, culminando in un colpo di scena spietato: Minnehaha riesce a vendicarsi, scotennando il più autorevole tra i suoi rivali bianchi.


  • Le selve ardenti (Salgari): L'opera che chiude ufficialmente il ciclo originale di Salgari. I protagonisti bianchi hanno infine la meglio sull'indiana, la cui corsa si arresta tragicamente quando viene crivellata di colpi.










  • L'indiana dei Monti Neri (Apocrifo postumo): Un affascinante pastiche letterario pubblicato dopo la morte di Emilio Salgari e uscito a suo nome, pur non essendo farina del suo sacco. Il romanzo ci svela una sorpresa: Minnehaha è ancora viva. Con un cast di personaggi rinnovato rispetto alla tradizione salgariana, la storia la vede nuovamente protagonista fino alla fine, lasciandola ancora in vita.











  • Minnehaha e il cuore di pietra (Il mio romanzo): Ed eccoci all'ultimo capitolo, nato dalla mia penna. In questo nuovo viaggio, Minnehaha costretta dalle circostanze  stringe un'alleanza con un celeberrimo personaggio, il più grande degli eroi del West e per lei acerrimo nemico . Insieme, si spingeranno nelle profondità inesplorate di una montagna, imbattendosi in antichi reperti e creature misteriose che alimentano anche oggi  le leggende più cupe e affascinanti del West.


MINNEHAHA e il Cuore di Pietra. Nuovo proseguimento Salgariano

 


Segnaliamo l'uscita di un nuovo lavoro letterario che si inserisce nel solco della grande tradizione dei romanzi di frontiera e dei mondi perduti: Minnehaha e il cuore di pietra.

L'opera arricchisce il panorama delle narrazioni dedicate a figure iconiche della stagione d'oro della letteratura d'appendice, riprendendone le coordinate stilistiche e tematiche. Al centro del volume troviamo la figura di Minnehaha, in un intreccio in cui la sakem si troverà costretta a stringere un'alleanza inattesa con il suo più acerrimo nemico. Insieme, i protagonisti si spingeranno a penetrare nelle viscere di un territorio sotterraneo inesplorato dove incontreranno strane creature e reperti di antiche civiltà: vestigia misteriose che, nel corso dell'Ottocento, hanno fornito realmente  lo spunto per la nascita di autentiche leggende del West.


Dal punto di vista bibliografico e delle scelte editoriali, il volume si segnala anche per la cura nella doppia veste tipografica in cui è stato concepito: una versione pensata per la lettura e un'edizione impreziosita da tavole illustrate a colori su carta patinata, una scelta che richiama l'attenzione per la materialità e l'estetica del libro che da sempre contraddistingue gli appassionati del settore.

 



martedì 7 luglio 2026

Sandokan e il castello delle vampire - nuovo romanzo

 

'L'avventura porta Sandokan, lontano dagli scenari consueti della Malesia, per confrontarsi con una minaccia che unisce l'occulto alla crudeltà dei traffici illegali. 


Il castello delle vampire non è un luogo isolato, ma il centro operativo di una rete criminale complessa. Le creature che presidiano il maniero hanno stretto un patto di ferro con gli Uomini Leopardo, spietati predatori che agiscono come loro braccio armato nel territorio circostante.. A completare questo pericoloso connubio c'è un trafficante italiano e la sua banda , i quali sfruttano la copertura fornita dal castello e la ferocia degli Uomini Leopardo per condurre i propri affari illeciti. Questi mercanti senza scrupoli fungono da collegamento tra il mondo soprannaturale delle vampire e le rotte commerciali internazionali, cercando di trarre profitto dal caos creato dalla setta.

 La Tigre della Malesia si ritrova così in una lotta su più fronti: deve superare le difese soprannaturali del castello, schivare gli agguati nella giungla tesi dagli Uomini Leopardo e smascherare i complotti dei trafficanti italiani. In alcuni passaggi la Tigre combatte a petto nudo  La necessità  di lottare in quel modo diventa anche , in questo contesto, una scelta estetica e simbolica di estrema vigoria ed eroismo, contrapponendo la sua integrità fisica alla corruzione dei suoi nemici.

  • Stile e Atmosfera: Molto più PULP e adrenalinico dei precedenti, in carta PATINATA, è anche corredato da 6 splendide illustrazioni a colori 

giovedì 5 febbraio 2026

NANA SAHIB: UN ROMANZO FALLACE E UN REPERTO STORICO

                                                                                                                                                                                                         Questa volta, certo di farvi contenti, allego semplicemente due immagini. Una è la copertina di un romanzo uscito all'estero, in cui il principe Nana Sahib, nominato tantissime volte da Salgari e ancor di più da Luigi Motta e altri autori Salgariani, fa per una volta l'eroe buono.       



L'altra immagine è invece un reperto storico: la vera casa (uua delle tante) in cui abitò il mitico Nana. 

mercoledì 10 dicembre 2025

"SANDOKAN E LE PANTERE delle FILIPPINE" Nuovo libro di VICTOR LLUIS PEREZ



 Il mito di Sandokan non accenna a tramontare. Ho scovato questo nuovo volume il giorno dopo che è stato edito ed è quindi freschissimo. Inizialmente pensavo fosse in spagnolo ma è invece in

CATALANO, ancora più facile a leggersi per noi, se non si vuole attendere l'edizione italiana. L'autore è una persona preparatissima in cose Salgariane e ha già tradotto alcuni dei titoli del CORSARO NERO cui seguiranno quelli delle Tigri di Mompracem. Victor ben ha fatto ad ambientare la vicenda in un momento poco esplorato della vita dei nostri eroi: i primi anni di pirateria con a fianco Yanez, ma prima di conoscere Marianna. Rendendosi conto che ormai tra originali e apocrifi (di cui è cultore) la Malesia è stata visitata in lungo e in largo, spedisce questa volta i nostri eroi nelle Filippine, perchè fa notare che  ne "Le Tigri di Mompracem" si accenna al fatto che Sandokan abbia saccheggiato colonie spagnole e olandesi nel Sud-est asiatico, non solo britanniche. L'autore descrive anche  usi costumi e tradizioni di quelle terre avendo viaggiuto in lungo e in llargo in quei luoghi. E' infatti anche archeologo e insegnante universitario per cui conosce bene ciò che scrive. Il libro è impreziosito da alcuni disegni molto ben fatti, alcune carte geografiche, uina bibliografia molto simile alla mia, comprendente anche gli ultimi titoli usciti, ma organizzata secondo le date di uscita dei vari volumi, e poi presentazioni dei personaggi e compendi storici e geografici. Un libro insomma (di cui è in facimento il seguito, "SANDOKAN E I DEMONI DI BALI") che non può mancare nella biblioteca del vero appassionato a Salgari e al suo eroe per antonomasia, SANDOKAN