giovedì 2 gennaio 2020

NELLA FORESTA nuovo mio parto letterario

  1. Questa volta si tratta di una poesia di genere fantasy, inserita in una antologia dedicata all'amore in tutte le sue forme:  "Amore è 2018".  Qui potete vedere la copertina del volume, intitolato (Ri)partenza da Nasso.        Fabrizio Frosali

SANDOKAN nella cripta degli orrori

    1. Che cos'è questo titolo?  Semplicemente quello di un racconto che compare nell'antologia denominata LUCENERA", edita da SensoInverso nel 2018. In questo libro troverete racconti di genere, come richiesto dall'editore, per la maggior parte orrorifici o di fantascienza.  L'antologia è parto di vari autori ed il suo titolo "NELLO SPECCHIO" come potete vedere dall'immagine acclusa . Il mio racconto descrive un'avventura accaduta all'eroe di Salgari in un'epoca giovanile, come si evince da alcuni accenni del testo, ed è un omaggio oltre che allo scrittore veronese, anche di Robert Howard, da cui riprende alcune tematiche. Buona lettura.                                                                                   Fabrizio Frosali

    martedì 16 aprile 2019

    LA TIGRE DELLA MALESIA - ALTRE IMMAGINI

     Ancora immagini da la tigre della Malesia. In una di queste potete ammirare il mostro in cui si imbattono Yanez e Wan Horn, a dimostrazione che qualcuno prima di me  e Pavone aveva immaginato cose simili, anche se non necessariamente un Continente scomparso...

    lunedì 15 aprile 2019

    LA TIGRE DELLA MALESIA - ILLUSTRAZIONI



    La Tigre della Malesia è sia il titolo originario de Le Tigri di Mompracem, di Emilio Salgari, sia il titolo di un'opera scritta diversi anni dopo da Luigi Motta, o per meglio dire da Emilio Moretto, che era il "negro" stipendiato o meno dal Motta alla bisogna.  L'edizione che è più facile trovare sul mercato dell'usato è quella della casa editrice Viglongo, che nella versione più comune ha  come al solito le illustrazioni a colori. Ma questo libro di Motta ha avuto anche edizioni in fascicoli e le loro copertine,erano a colori, da cui probabilmente la Viglongo le aveva ricavate. Eccone allora alcune ripromettendomi di metterne altre.

    giovedì 21 marzo 2019

    GLI UOMINI VOLANTI di Luigi Motta - Nuova piccola scoperta letteraria

    Scavando nel pozzo senza fondo delle opere ispirate a Salgari e ai suoi mondi, vien fatto ogni tanto di effettuare qualche nuovo ritrovamento che modifica o amplia  quanto a suo tempo scoperto da altri. 
    E' il caso de "Gli uomini volanti" di Luigi Motta. Per anni  nel sito dell'esimio prof. Bartocci, che stimo moltissimo, era scritto che questo volume era un'opera fantasma di Luigi Motta.(lo leggerete nel pezzo che riporto integramente). In questi ultimi anni poi, si deve a un bravo bibliofilo, Cristian Scalambra, aver scoperto l'edizione italiana presumo rarissima del volume, che era stato pubblicato sotto pseudonimo. Tempo addietro ho rintracciato il volume e acquistato. Oltre al testo di Motta (Mac Lane)  ci si trovano anche molte foto di apparecchi avveniristici per l'epoca. Non mi dilungherò sulla storia che è sullo stile di Motta.
    Ma intanto leggetevi quanto scrive Bartocci sul suo sito e di seguito la mia integrazione... 

    """XX Gli uomini volanti, Bemporad, Firenze, anni '20
    [Questo libro, che in Italia risulta una delle "opere fantasma" di Luigi Motta, risulta invece essere stato pubblicato sia in Francia, come: Les hommes volants (in feuilleton, sin dal 1909; precisamente, in 10 puntate sul settimanale Nos Loisirs, dal N. 34 del 22/8/1909 al N. 43 del 24/10/1909, il che lascia pensare a una precedente analoga pubblicazione su qualche rivista in Italia), sia più tardi in Spagna, come: Los hombres que vuelan (1955). E' assai probabile che qui da noi Motta ne abbia utilizzato il contenuto per L'Areoplano Nero.]
    [Nota importante (4.XI.2014): Il bibliofilo Cristian Scalambra ci segnala cortesemente l'esistenza di un'edizione italiana di tale opera, con il titolo: "Gli uomini volanti Da Parigi a Roma in aeroplano!" (Amministrazione Notari, Milano, traduzione italiana di I.V., senza data, ma probabilmente 1914). Il fatto è che Motta pubblicò il libro con lo pseudonimo "Mac Lane" (il che spiega anche l'accenno ad una falsa traduzione italiana), forse perché al tempo era legato da un contratto in esclusiva con l'editore Treves (vedi le note biografiche alla fine del presente documento), e tale circostanza ne ha con ogni verosimiglianza causato l'oblio. Scalambra è anche in possesso di una lettera del citato editore all'autore, nella quale si parla pure di un altro romanzo di Motta in procinto di essere pubblicato, "Il raid New York Parigi Viaggio in automobile attraverso il mondo", dove afferma esplicitamente: "Sarà in tua facoltà di scegliere uno pseudonimo, da mettere d'accordo con me sul tuo libro invece del tuo nome".]  """"

    Sono di nuovo io. Ebbene oggi mi è arrivato "L'areoplano nero" (sic) di cui parlammo in questo gruppo (di  Facebook) qualche tempo fa. (C'era anche la copertina). Ebbene sono in grado di confermare che è proprio il testo de "Gli uomini volanti", che quindi risulta non più un titolo fantasma, ma addirittura edito due volte da Motta, una volta col suo nome e una volta con lo pseudonimo di Mac Lane. Non solo, "L'Aeroplano nero" contiene anche altri due racconti, uno è " I naufraghi dell'Hansa" che poi la Viglongo ripubblicò ampliato di diversi capitoli, attribuendolo all'improbabile duo Motta Salgari.... 

    Fabrizio Frosali 

    giovedì 27 settembre 2018

    FABRIZIO FROSALI - LA MIA PASSIONE PER SALGARI - INTERVISTA DEL "CORSARO NERO"

    Nel 2016 apparve in rete questa mia intervista fattami dall' equipe del premio "Il Corsaro Nero", relativa al mio libro "Sandokan nel continente scomparso".  Poichè non si trova più in rete, credo utile riproporla nel mio blog, relativo a "cose" salgariane.

    Fabrizio Frosali: la mia passione per Salgari

    È noto che tra i tanti lettori che seguono e supportano il concorso del Premio Salgari, ci siano alcuni appassionati che di questo grande autore non si stancano mai. Questa loro affezione verso lo scrittore e per i personaggi da lui inventati è talmente forte, che alcuni amanti hanno deciso che, se Salgari non può più scrivere racconti, loro potevano essere pionieri nell’impresa di riscoperta. È questo il caso di due amici, Fabrizio Frosali e Patrizio Pavone, che, anche se divisi da innumerevoli  chilometri (il primo infatti è livornese, mentre il secondo romano) sono riusciti a scrivere un romanzo che tenta in tutto e per tutto di emulare il grande fondatore del racconto di avventura italiano. Sandokan nel continente scomparso è il romanzo che hanno scritto a quattro mani, che si colloca temporaneamente fra due romanzi di Salgari, nel tentativo di fare da “anello di congiunzione”.
    Questa l’intervista a Fabrizio Frosali.
    Fabrizio, ci può dire da dove nasce la sua passione per Emilio Salgari?
    Vede, io ora sono in pensione, ma è fin da quando ero ragazzo che ho la passione per Salgari. Mi ricordo che il momento più bello della mia infanzia, infatti, era quando i miei genitori, nel giorno di Natale, mi regalavano dei libri. E in particolare dalla prima volta che mi regalarono un romanzo di Salgari, quello fu il momento in cui nacque la mia passione, sia per lui che per tutti quegli scrittori di storie di avventura. Pensi addirittura che io, con i miei amici, avendo già letto tutti i libri di Salgari, ci chiedevamo perché spesso tra due romanzi consequenziali si sentisse come un vuoto, quasi fossero state omesse delle parti.
    Solo in seguito scoprii che, dopo la morte di Salgari, i due figli commissionarono ad ignoti scrittori la composizione di nuovi romanzi, da attribuire poi al deceduto autore. Questi romanzi vengono chiamati apocrifi.

    Ed è proprio in mezzo a due di questi romanzi dalla cronologia sospetta che lei e Pavone avete collocato il vostro scritto, “Sandokan nel continente scomparso”, giusto?
    Esattamente. Il romanzo si inserisce fra due testi di Salgari, tra i quali sentivamo mancare qualcosa, una qualche parte mediana che doveva essere magari stata abbozzata, ma mai effettivamente venuta alla luce. Ne parlai anche con Pavone, un mio caro amico,  benché io non lo conosca personalmente, in quanto lui vive a Roma mentre io sono Toscano. Lui aveva lo stesso mio presentimento: mancava qualcosa. Alcuni riferimenti all’interno dei libri non tornavano. Ci mettemmo quindi a scrivere insieme questo romanzo, solamente per gusto personale all’inizio, perché ci mancavano le formidabili avventure di Sandokan e dei suoi compagni, poi riuscimmo anche a pubblicarlo. – si intuisce un sorriso nel tono di voce di Fabrizio, che, nonostante sia già passato un anno dalla pubblicazione del romanzo, si percepisce quanto ancora vada fiero di questo obbiettivo.
    Quali sono le caratteristiche dello stile di  Salgari che ha utilizzato nel proprio libro?
    Ciò che era possibile. Fra noi e Salgari c’è un abisso. Salgari era uno scrittore eccezionale, ma una delle sue peculiarità era che scriveva non solo per passione e per raccontare storie, ma anche per erudire i giovani. E ci riusciva, con quelle sue grandi descrizioni di popoli, animali, paesaggi, culture, usanze. Purtroppo queste descrizioni così lunghe e dettagliate oggi sono superate; sono superate perche purtroppo è idea comune nella gente quella di credere di sapere ormai tutto. Quindi noi abbiamo cercato di sfrondare proprio questo aspetto.
    Ci discostiamo poi da Salgari anche per un altro elemento, che qualcuno potrebbe interpretare come un’azione abbastanza criticabile: al contrario dello stile di Salgari, che è avventuroso ma realistico, noi abbiamo inserito all’interno del nostro testo elementi di tipo misterioso e fantastico, come, ad esempio, fughe in passaggi sotterranei, leggende di terre scomparse e mitiche guerre tra gli dei.
    Avete tenuto fede agli eroi come li aveva inventati Salgari, immagino.
    Assolutamente sì. Abbiamo cercato quanto più possibile di mantenere i personaggi nel loro carattere, nel loro stile, come parlano e come si comportano.
    Cosa ne pensa di Salgari nel mondo?
    Penso che sia una cosa molto bella che questo fantastico e straordinario scrittore stia venendo riscoperto anche in altri paesi, come ad esempio in America Latina e negli Stati Uniti, dove ci sono sempre nuove ristampe dei suoi romanzi e anche alcuni scrittori che tentano di inventare nuove avventure per i personaggi salgariani.
    È molto importante che venga attuato questo procedimento di riscoperta; è molto importante per la cultura e per la formazione personale di ognuno.
    Fabrizio Frosali